Festa al Carnevale di Putignano, "abbiamo i coriandoli nel dna"

Scritto il 08/02/2026
da agi

AGI - A Carnevale i bambini di Putignano sono più fortunati di tanti altri. Da secoli possono giocare e fantasticare con le sfilate dei carri allegorici della città pugliese. Gli adulti, che non assistono passivamente, si interrogano su nobiltà e miseria umane.

Quella di oggi è parte della 632esima edizione – dedicata al paradosso – è iniziata alle 19 di sabato 7 febbraio  e va in scena, come da tradizione, lungo l’ellittico anello extramurale che costeggia il centro storico cittadino. 

I temi dei 7 carri 

Femminicidioludopatiacorridaintelligenza artificialedisabilitàovertourism e fine vita: i temi dei sette carri di prima categoria che si sfidano nel concorso, il cui vincitore sarà scelto esclusivamente da una giuria di esperti provenienti da tutta Italia.

Anche i putignanesi e non esprimono le rispettive preferenze, utilizzando un QR code che consente loro di far parte del “collegio” popolare. Lo scorso primo febbraio la manifestazione ha ospitato 20.000 persone, nel 2024 il Carnevale più antico d’Italia ha registrato il suo record con 85.000 visitatori.

La sfilata dei carri (Video) 

Il carnevale calamita per i turisti 

L’iniziativa che “oggi rappresenta l’attrattore turistico più importante della Regione per quanto riguarda la destagionalizzazione del turismo. È l’evento con il maggior afflusso di persone – dice il sindaco  Michele Vinella – al di fuori del periodo in cui la Puglia ‘tira’ di più”.

L'intervista al sindaco di Putignano 

“Stiamo lavorando – prosegue il sindaco di Putignano– per un’operazione di ‘change management’ all’interno della fondazione Carnevale che in passato era l’ente che organizzava soltanto la manifestazione, oggi rappresenta un’opportunità di lavoro tutto l’anno per fare in modo che Putignano possa essere attrattiva sotto il profilo culturale, oltre che turistico, per 12 mesi”.

Quali sono i segreti alla base di carri così iconici? “Innanzitutto la modalità familiare con cui vengono concepiti, specialmente nel passato, gruppi alla cui base c’è la condivisione. E poi – evidenzia – c’è il ruolo del maestro cartapestaio, sul quale insieme a Regione Puglia, stiamo cercando di renderlo un vero e proprio lavoro. Deve avere competenze artistiche per ciò che riguarda la modellazione dell’argilla; essere un buon fabbro vista la componente metalliche delle strutture; senza dimenticare la meccatronica che gestisce i movimenti del carro e infine la ‘teatralizzazione dell’opera’”.

Dal Casino Mirage all'Ultima Corrida 

Basti pensare alla ludopatia oggettificata dal “Casinò Mirage” con le sue decine di carte da gioco e le monetine delle slot machine; al “MessIA” dove al centro siede la divinità tecnologica con alla base i cittadini follower eternamente chinati sullo smartphone; all’”Ultima Corrida” che dissacra “uno tra gli ultimi eventi in cui per divertimento viene ucciso un toro, in un mondo che si impegna ogni giorno per la protezione degli animali”, dice il maestro cartapestaio Paolo Mastrangelo.

E ancora: “Lo strano caso dell’uomo che diceva di amare” in cui un omicida spezza le catene prima di ammazzare una donna “colpevole” solo ai suoi occhi; “Santissima dei villeggianti”, che con panzerotto in mano inneggia al turismo fuori controllo; “It’s my life” che invita alla riflessione sul tema del fine vita e “I draghi non esistono: la disabilità è solo negli occhi di chi guarda” che inscena la storia di Fiamma e Ombra.

"Una valvola di sfogo"

“Il Carnevale è quel momento in cui la società abbandona le regole per poi tornare a rispettarle. È come se fosse la valvola di sfogo che consente alla pentola di funzionare”, spiega Danilo Daresta presidente della fondazione Carnevale di Putignano. “È il nostro patrimonio socio-culturale - aggiunge - fatto dalla capacità artigianale di maestri cartapestai e attori. La sfilata è la punta dell’iceberg”.

La parata di pezze colorate

Anche la via principale, corso Umberto I, si presenta col suo vestito migliore. Lungo il lato destro che porta al palco, le luci comunali ospitano una chilometrica parata di pezze colorate. Balconi e terrazzi non vogliono essere da meno. Vengono addobbati con cappelli tipici, nastri e soprattutto maschere. Ci sono le tradizionali che coprono solo la parte superiore del volto, Anonymous e quelle dei pirati con l’immancabile benda sull’occhio. Risaltano non solo per le dimensioni ma anche per il contrasto con il bianco dei palazzi. Aveva ragione l’ex sindaco Bernardo Notarangelo: “I putignanesi hanno i coriandoli nel sangue”.